La NASpI è una forma di sostegno economico destinata a coloro che perdono il lavoro in maniera involontaria. In un caso, però, è possibile ottenere l'assegno di disoccupazione anche dopo le dimissioni volontarie da parte del dipendente.
Per i lavoratori che perdono la propria occupazione esistono determinate forme di tutela da parte dello Stato. Le due forme di tutela principali, per quanto riguarda il lato economico, sono NASpI e DIS-COLL (ma non sono le uniche). Per ottenerle, però, è necessario che si verifichino determinate condizioni. In entrambi i casi, innanzitutto, è necessario che il rapporto di lavoro si sia concluso, per il dipendente, in modo involontario. Questo requisito ha però un'eccezione.
La NASpI è la più importante forma di sostegno per coloro che hanno perso il lavoro. Ne hanno diritto i lavoratori dipendenti, anche somministrati, gli apprendisti, i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, i soci lavoratori di cooperativi e il personale artistico con un rapporto di lavoro subordinato. Per ottenere l'accesso alla NASpI sono richiesti due requisiti: lo stato di disoccupazione e il requisito contributivo. Quest'ultimo, in particolare, richiede almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti.
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Lavoro, quando spetta l'assegno di disoccupazione in caso di dimissioni

L'erogazione della NASpI avviene mensilmente e la sua durata è pari alla metà delle settimane contributive negli ultimi quattro anni. La domanda per l'ottenimento si può effettuare anche online. Il suo importo è calcolato in base alla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni, con un tetto massimo stabilito ogni anno. Oltre alla NASpI, che è la più importante, esistono poi altre forme di sostegno a coloro che hanno perso il lavoro: tra queste troviamo l'ISCRO per i libero professionisti e la DIS-COLL per i lavoratori con collaborazione coordinata e continuativa.
Come abbiamo anticipato, perché sia possibile ottenere la NASpI è necessario che il lavoro sia stato perso in maniera involontaria. C'è però un caso in cui è possibile ottenerla anche in caso di dimissioni volontarie, come spiegato nel video di cui sopra. È possibile ottenere comunque l'assegno di disoccupazione, infatti, quando le dimissioni avvengono entro l'anno di vita del proprio figlio. Se dopo il periodo di maternità obbligatoria e dopo, eventualmente, il congedo parentale si decide di lasciare il lavoro, è comunque possibile ottenere la NASpI. Questo non vale solo per le mamme ma anche per i papà: a patto, però, che abbiano beneficiato del congedo di paternità. In entrambi i casi, comunque, le dimissioni andranno convalidate all'ispettorato territoriale del lavoro.
