Stipendio pagato due volte, quali sono i rischi per il dipendente? "I soldi possono restare sul conto, ma..."

Può capitare che, per errore, lo stipendio vada pagato due volte: ma quali sono i rischi, per chi non lo comunica o non vuole restituire i soldi? Molto peggio del pignoramento: ecco i dettagli.

Lo stipendio è una retribuzione fissa, che il datore di lavoro rende al prestatore di lavoro subordinato, che sia pubblico o privato. Questa retribuzione viene corrisposta ogni mese, e deve essere corrisposta ogni mese. È, infatti, un diritto del lavoratore ricevere lo stipendio, ogni mese, e senza ritardi, come si prevede nel contratto sottoscritto dal dipendente stesso. I datori che corrispondono lo stipendio in ritardo, infatti, possono ricevere sanzioni monetarie anche importanti, a seconda del ritardo, della reiterazione del comportamento e del numero di dipendenti ai quali corrispondano lo stipendio in ritardo.

Il dipendente, poi, può anche dimettersi, e avere diritto, allo stesso modo, all'indennità di disoccupazione NASpI. Questo, però, può accadere soltanto se vi dovessero essere almeno due mesi di ritardo nel pagamento: non si può, infatti, procedere con le dimissioni per giusta causa per un ritardo di una singola mensilità. Viceversa, però, può verificarsi anche un caso opposto: il dipendente può, infatti, ricevere uno stipendio doppio in una sola mensilità, per errore del datore di lavoro. Cosa deve fare, a questo punto, il dipendente?

Stipendio pagato due volte: ecco i rischi del dipendente, se non restituisce i soldi in tempo

Naturalmente, la legge impone che il dipendente comunichi subito l'errore, e restituisca la parte di stipendio che non gli spetta. Ma quali sono i rischi, per chi non lo fa? Un noto avvocato penalista, Giuseppe Di Palo, ha spiegato che, a differenza di quanto si possa pensare, il pignoramento dei beni non è il rischio più importante. Può, infatti, capitare anche che si resti con i soldi in più sul conto, ma i rischi che si andranno, comunque, ad affrontare saranno decisamente peggiori. L'ultima cosa di cui preoccuparsi è il pignoramento, in quanto, nella Corte di Cassazione, si sta facendo largo un principio, per il quale chi non restituisce lo stipendio, alla richiesta del datore, commette un reato di appropriazione indebita.

Questo porta a conseguenze ben più gravi del pignoramento. Il datore può, infatti, licenziare il lavoratore, perché viene meno il rapporto di fiducia, e querelarlo per il reato di appropriazione indebita. Reato che, ricordiamo, per l'articolo 646 del Codice Penale può essere punito anche con la reclusione fino a cinque anni, e con una multa fino a 3.000 euro. "Ti ritrovi con 1.500 euro in più sul conto", dice, dunque, Di Palo, "ma senza un lavoro, e un avvocato da pagare, che ti può costare pure fino a tre volte lo stipendio erroneamente accreditato". Cosa che, ovviamente, non conviene assolutamente al lavoratore. Ergo, comunicate l'errore e restituite immediatamente i soldi: vi conviene molto di più di avere 2.000 euro in più sul conto!

Stipendio pagato due volte
Un processo penale è una delle possibili conseguenze.

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