Pignorare un conto corrente per un debito di 100 euro, per quanto particolare, non è impossibile, in alcuni casi. Ecco quando si può fare e quando, invece, vengono fissati dei limiti, sotto i quali non si può scendere per il pignoramento del conto corrente, o della casa.
Per 'conto corrente' si intende quello strumento che viene utilizzato per il deposito del denaro. Denaro che, poi, può essere utilizzato in seguito, per effettuare acquisti o per concludere delle operazioni che prevedano l'utilizzo di moneta bancaria. Ogni cittadino può decidere di aprire un conto corrente presso un istituto bancario a sua scelta e, con l'apertura del conto corrente, diventa correntista. La banca può inviare, periodicamente, un estratto conto al correntista, per avere un quadro sui movimenti del suo conto, e sulla sua situazione economica.
Il conto corrente può essere anche pignorato. Tale situazione si verifica quando il correntista ha contratto un debito con un creditore, e non lo ha pagato come stabilito. Per forzare il pagamento del debito, il debitore può richiedere il pignoramento, e cioè l'espropriazione forzata di un possedimento del debitore, che possa permettere al creditore di ottenere i soldi che gli spettano. Si può pignorare l'appartamento, lo stipendio, ma anche il conto corrente. In quest'ultimo caso, al debitore viene impedito di disporre dei fondi presenti nel suo conto corrente bancario, fin quando, attraverso il prelievo forzoso, il debito non viene pagato del tutto al creditore. Per chiedere il pignoramento, il creditore deve rivolgersi al giudice, e deve aver prima proceduto con le altre azioni finalizzate al recupero del debito.
Conto corrente: ecco quando è possibile pignorarlo, anche per un debito da 100 euro
Ma esistono delle soglie, sotto le quali non si può procedere con il pignoramento? Angelo Greco, un noto avvocato italiano, ha dato la risposta in un recente video, pubblicato sulle sue pagine social. In particolare, l'avvocato italiano ha spiegato che l'esistenza di una soglia dipende da un elemento, e cioè dalla tipologia di debito e dal creditore. Una soglia esiste, infatti, solo se il creditore è Agenzia delle Entrate Riscossione, e il debito sia, dunque, una cartella esattoriale. In tutti gli altri casi, gli altri creditori possono richiedere al giudice il pignoramento del conto corrente, o dell'appartamento, anche per debiti con soglie basse, e persino per debiti da 100 euro. I costi potrebbero essere elevati, e quindi potrebbe non valerne la pena ma, teoricamente, si può fare anche con debiti così bassi.
Visualizza questo post su Instagram
Se, invece, il debitore non avesse pagato le cartelle esattoriali, ha spiegato Greco, la casa si potrebbe pignorare soltanto per debiti superiori a 120.000 euro, e sempre che non sia l'unica abitazione dove si risiede. Per quanto riguarda il pignoramento del conto dove si ricevono stipendio e pensioni, invece, sempre nel caso del pagamento di cartelle esattoriali, questo è possibile solo per quella parte che eccede il triplo dell'assegno sociale, e cioè circa 1.600 euro. Se si tiene il conto al di sotto di questa soglia, dunque, non è possibile subire alcun pignoramento. Questo, sempre se il creditore è Agenzia delle Entrate Riscossione.

