Può, un lido balneare, esporre un cartello con il quale vieta di giocare a carte? Il cartello in questione è in realtà legittimo e c'è un motivo preciso. Lo ha spiegato l'avvocato Massimiliano Dona.
Tra scontrini folli e cartelli bizzarri, da ormai qualche anno l'estate è diventata (anche) la stagione di quegli scatti e quei video che diventano virali sul web e finiscono per scatenare l'indignazione generale. Dando, però, anche l'occasione di spiegare, agli esperti in materia, la legittimità o meno di questi scontrini e questi cartelli.
A fare chiarezza su questi argomenti ci pensa spesso Massimiliano Dona, avvocato sempre molto attento alla tutela dei consumatori. In un video pubblicato nelle scorse ore, l'avvocato ha mostrato un cartello esposto in un lido balneare con il quale, tra le altre cose, viene vietata la possibilità di giocare a carte. Può capitare, durante una giornata di mare, di ingannare il tempo siedendosi con amici e parenti ad un tavolino per bere o mangiare qualcosa, ma anche per giocare a carte. Questo può essere vietato?
Giocare a carte in un lido balneare, perché e quando è vietato?

Cartelli con il quale si vieta di giocare a carte sono spesso esposti nei bar di paese o in quelli universitari. Nel caso in questione, ad esporre il cartello è un lido balneare. Questo cartello, in realtà, è legittimo: la legge, in realtà, punisce chi promuove o agevola il gioco d'azzardo, ovvero quelli in cui c'è in palio una somma di denaro. E non solo. Come spiegato da Dona, infatti, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza prevede una vera e propria tabella che elenca i giochi proibiti e che deve essere esposta nei locali pubblici: tra i giochi vietati troviamo poker, burraco, scala quaranta, bridge, sette e mezzo, ramino, mercante in fiera. Sono anche vietate le scommesse di ogni tipo, i dati, la lotteria, la roulette, la morra, la tombola e diversi altri giochi.
Nel caso del lido balneare in questione, comunque, il cartello esposto è legittimo e ha in realtà un doppio fine. Il primo è quello di permettere all'esercente di esonerarsi da ogni eventuale responsabilità a proposito di eventuali giochi d'azzardo praticati nel suo stabilimento. Il secondo è molto più pratico: grazie a questo divieto, infatti, lo stesso esercente evita che i tavoli siano tenuti occupati troppo a lungo da soggetti che non consumano e che quindi provocano mancati introiti all'attività commerciale.
