Assegno Unico, annuncio ufficiale dell'INPS: cosa succede alle domande presentate da luglio 2024

L'INPS ha pubblicato poco fa un nuovo annuncio ufficiale, sulla propria pagina Facebook, per ricordare cosa succede a chi presenta la domanda per l'ottenimento dell'Assegno Unico e Universale a partire da luglio 2024.

Una delle misure più importanti di sostegno alla famiglia e alla genitorialità messe a disposizione dallo Stato italiano è senza dubbio l'Assegno unico e universale. Si tratta di uno strumento rivolto alle famiglie con figli a carico ed è attribuito per ogni figlio fino al compimento della maggiore età (fino a 21 anni al ricorrere di determinate condizioni) o senza limiti di età per i figli disabili.

L'Assegno unico spetta già a partire dal settimo mese di gravidanza. La misura è rivolta a tutte le categorie di lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, autonomi, ma anche pensionati, disoccupati e inoccupati. Per ottenere l'erogazione dell'assegno è necessario presentare domanda all'INPS: la domanda può essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, dal tutore del figlio o del genitore, ma anche dagli stessi figli al compimento della maggiore età.

Assegno Unico, due periodi per presentare la domanda: cosa cambia a chi la presenta a partire da luglio

Assegno Unico, l'INPS spiega cosa accade alle domande in arrivo da luglio 2024
Assegno Unico, domande arrivate a luglio: cosa succede

Per la presentazione delle domande per l'ottenimento dell'Assegno Unico ci sono due archi temporali. Il primo va dall'1 marzo al 30 giugno di ciascun anno: a coloro che presentano la domanda in questo periodo l'assegno spetta con tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo. Con un post pubblicato sulla pagina Facebook nelle scorse ore, invece, l'INPS (che di recente ha pubblicato il calendario dei pagamenti riguardante i prossimi mesi) ha ricordato che la situazione è diversa per chi presenta la domanda a partire dall'1 luglio.

Nel post pubblicato poco fa, intatti, l'INPS ha spiegato che le domande di Assegno unico presentate da luglio 2024 avranno decorrenza dal mese successivo a quello di presentazione (senza, quindi, la possibilità di recuperare gli arretrati) e l'Importo sarà determinato sulla base dell'ISEE valido al momento della domanda. La presentazione dell'ISEE è quindi fondamentale ai fini del calcolo dell'assegno. Se non sarà presentato nessun ISEE, infatti, saranno corrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa. Attualmente, la quota minima è pari a 57 euro per ciascun figlio: questo importo spetta a chi non presenta l'ISEE oppure a chi ha un ISEE pari o superiore a 45.574,96 euro. L'importo massimo spettante per questo strumento è pari a 199,4 euro. Gli importi dovuti per ciascun figlio, spiega l'INPS, possono essere maggiorati in alcune ipotesi (nuclei numerosi, madri di età inferiore a 21 anni, figli affetti da disabilità, etc.).

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