È ripartita la trattativa tra le parti per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale non dirigente delle Forze di Polizia e delle Forze Armate. C'è ancora distanza, ma intanto emergono le prime cifre relative agli aumenti di stipendio in busta paga per i lavoratori e le lavoratrici.
Dopo un periodo di pausa, è ufficialmente ripresa la trattativa tra le parti per il rinnovo del CCNL del personale non dirigente delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, che dovrebbe arrivare ufficialmente dopo i tanti altri rinnovi contrattuali firmati nelle ultime settimane. La trattativa riguarda il rinnovo per il triennio 2022-2024 e nelle scorse ore si è tenuto un incontro presso il Dipartimento per la Funzione Pubblica.
Nel corso dell'incontro, sono emerse anche le prime cifre per quanto riguarda gli aumenti di stipendio in busta paga spettanti ai lavoratori e alle lavoratrici. Come fa sapere SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia, la parte governativa ha infatti presentato le prime macro ripartizioni degli aumenti contrattuali, attribuendo il 77,50% delle somme alla quota fissa delle retribuzioni: l'importo medio risultante è pari a circa 153,79 euro. Per quanto riguarda la Polizia penitenziaria, invece, l'attribuzione è dell'80,95% del totale sul trattamento fisso, per un totale lordo medio a regime pari a circa 188 euro.
Aumenti in busta paga in arrivo, ma per i sindacati non è abbastanza: si continua a trattare

Per ora, la trattativa è in fase di stallo. Le sigle sindacali, infatti, non sono soddisfatte per la proposta fatta dal Governo. Secondo il SAP, è necessario che gli incrementi degli stipendi siano valorizzati al massimo possibile. Secondo UILPA Polizia penitenziaria, invece, le risorse economiche non sono minimamente sufficienti a garantire il recupero del potere d'acquisto perso dalle retribuzioni nell'ultimo anno: la richiesta è quindi di aumenti in busta paga almeno il triplo di quelli ipotizzati dal governo.
E non è tutto. Lo stesso sindacato, infatti, contesta il fatto che si voglia continuare a pagare il lavoro straordinario meno del lavoro ordinario e lo si voglia pagare con gli aumenti contrattuali che dovrebbero essere destinati al lavoro ordinario. Altra contestazione riguarda, come si legge nel comunicato diffuso dopo l'ultimo incontro tra le parti, l'ulteriore penalizzazione delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che continueranno ad avere la retribuzione accessoria notevolmente inferiore a quella dei colleghi e delle altre forze di polizia. Per questo motivo, saranno necessari ulteriori incontri tra le parti per sbloccare la trattativa e arrivare alla firma del così tanto atteso rinnovo contrattuale.
