Un giudice ha accolto il ricorso presentato da una risparmiatrice e ha disposto il pagamento, in suo favore, per 10mila euro oltre a interessi si dei buoni fruttiferi postali che erano scaduti e ormai finiti in prescrizione.
Prima di affidare i nostri risparmi ad un istituto bancario o ad un ufficio bancario è molto importante informarci attentamente su ogni eventuale clausola e condizione presente nel contratto di sottoscrizione del prodotto che stiamo per acquistare. Questo perché è proprio nei cavilli contrattuali che spesso possono nascondersi trappole che potrebbero mettere a repentaglio il nostro denaro. Tra gli strumenti più apprezzati dagli italiani per l'investimento dei propri risparmi ci sono i buoni fruttiferi postali. Anche non garantendo rendimenti elevatissimi, infatti, questi titoli sono ritenuti affidabili dai risparmiatori, in quanto emessi da Cassa depositi e prestiti e garantiti dallo Stato italiano. Perdere il capitale investito, dunque, è di fatto impossibile. Contestualmente, si tengono al sicuro i propri soldi e, grazie agli interessi che godono di tassazione agevolata, si evita la svalutazione del capitale inizialmente investito.
Poste Italiane mette a disposizione numerose tipologie di buoni fruttiferi postali, ognuna delle quali adatta a soddisfare diverse esigenze. Ne esistono di durata variabile e con rendimenti differenti in base alla condizioni previste. Una delle tipologie più recenti lanciata da Poste Italiana è quella riservata ai minorenni che garantisce, tra l'altro, un rendimento annuo lordo fino al 6%. È comunque importante sapere che, al momento della sottoscrizione del buono, l'ufficio postale deve fornire al risparmiatore adeguata documentazione informativa, mettendolo al corrente in particolare sulla possibilità che il titolo finisca in prescrizione una volta trascorsi 10 anni dalla sua scadenza.
Buoni fruttiferi postali, cosa succede quando sopraggiunge la prescrizione e come provare ad ottenere le somme spettanti

Una volta sopraggiunta la prescrizione è impossibile, o quasi, ottenere le somme spettanti. Quasi, per l'appunto: c'è ancora la possibilità di recuperare il denaro per chi riesce a dimostrare, ad esempio di non essere stato adeguatamente informato da parte di Poste Italiane. È quanto stanno riuscendo a fare, di recente, numerosi risparmiatori. Tra i casi più recenti ce n'è uno portato alla luce dall'avvocato Virginio Bianco.
Come si legge in un post pubblicato nelle scorse ore su Facebook, con il provvedimento n. 601/24 del 24 giugno 2024 il Tribunale di Cosenza ha accolto un ricorso e ha stabilito che Poste Italiane dovrà rimborsare due buoni fruttiferi postali, emessi nel 2008 e con scadenza a 18 mesi, ad una risparmiatrice chi si era vista negare il diritto al rimborso presso l'ufficio postale a causa della prescrizione. Il Giudice ha invece accolto le ragioni dell'avvocato, disponendo il pagamento dei titoli pari a 10mila euro oltre interessi recuperati, permettendo così alla risparmiatrice di ricevere la somma di denaro che sembrava ormai persa.
