Un risparmiatore è riuscito ad ottenere il rimborso di buoni fruttiferi postali scaduti, nonostante la prescrizione: il giudice ha infatti stabilito per Poste Italiane un pagamento di oltre 14mila euro. La vicenda raccontata dall'avvocato Virginio Bianco.
Sono ancora oggi milioni gli italiani che scelgono i buoni fruttiferi postali come strumento di investimento dei propri risparmi. Si tratta di titoli, emessi da Cassa depositi e prestiti e garantiti dallo Stato Italiano, particolarmente apprezzati grazie alla loro grande affidabilità. A renderli appetitosi per i risparmiatori ci sono poi una serie di caratteristiche.
I buoni fruttiferi postali, infatti, si distinguono per sicurezza, assenza di costi di sottoscrizione, rimborso o gestione, liquidità immediata in qualsiasi momento, tassazione agevolata (del 12,5% invece che del 26%) sugli interessi maturati e rendimento fisso e predeterminato al momento della sottoscrizione. Poste Italiane mette a disposizione dei risparmiatori diverse soluzioni in grado di soddisfare ogni esigenza: sono infatti numerose le tipologie di buoni fruttiferi postali acquistabili. Tra quelli lanciati di recente ne troviamo uno, dedicato ai minori, che garantisce un interesse annuo fino al 6%.
Buoni fruttiferi postali, la decisione del giudice: arriva il maxi rimborso per un risparmiatore

Essendo strumenti utilizzati principalmente per il risparmio, in modo da non tenere contanti in eccesso nella propria abitazione e di permettere al capitale di non svalutarsi grazie agli interessi, spesso ci si dimentica di essere in possesso dei buoni fruttiferi postali. Giunta la scadenza, si ha a disposizione un periodo di 10 anni per riscuotere la somma spettante, formata dal capitale iniziale aggiuntivo degli interessi. Trascorsi questi 10 anni, sopraggiunge la prescrizione e si perdono i soldi. Non sempre, in realtà.
Di recente, infatti, stanno emergendo numerosi casi riguardanti risparmiatori e risparmiatrici che riescono comunque ad ottenere il denaro nonostante l'arrivo della prescrizione. Ciò generalmente accade quando si riesce a dimostrare che, al momento della sottoscrizione, Poste Italiane non ha informato adeguatamente il risparmiatore con tutti i documenti necessari. In questo caso, si riesce a rendere nulla la prescrizione. Un caso del genere è stato portato alla luce, di recente, dall'avvocato Virginio Bianco. Il legale, infatti, in un post su Facebook ha raccontato che, con la sentenza numero 1221 del 24 giugno 2024, il Tribunale di Benevento ha accolto le ragioni esposte dall'avvocato e ha stabilito che Poste Italiane dovrà rimborsare dei buoni fruttiferi postali, serie AF 1999, ad un risparmiatore che si era visto negare il diritto al rimborso per asserita prescrizione. Il giudice ha dunque disposto, per il risparmiatore, un rimborso di 14.202,56 euro oltre interessi.
