Lavoro, il contratto a tempo determinato non sempre è legale: "Il datore deve rispettare questi limiti"

I datori di lavoro hanno la possibilità di impiegare i dipendenti a tempo determinato, ma ci sono precisi limiti da rispettare. Il mancato rispetto di questi limiti, spiegati dall'avvocato Alessio Bombaci, può rendere illegittimo il contratto.

La tipologia di contratto di lavoro tipica in Italia è quella a tempo indeterminato. Esistono, però, diverse forme di contratto di lavoro non tipiche. Tra queste, la più diffusa è senza dubbio quella a tempo determinato, che dà al datore di lavoro la possibilità di impiegare un impiegato per un periodo di tempo prestabilito. Al termine di questo periodo di tempo, il rapporto di lavoro cessa senza bisogno di preavviso.

A causa della sua stessa natura, il contratto a tempo determinato prevede determinati limiti che il datore di lavoro è tenuto a rispettare. Il mancato rispetto di questi limiti, infatti, rende il contratto illegale. Ad elencare questi limiti è stato, in un recente video pubblicato su TikTok, l'avvocato Alessio Bombaci, che di frequente diffonde filmati in cui si occupa - tra le altre cose - di temi legati al mondo del lavoro. In uno dei video più recenti, il legale ha spiegato le cause che possono rendere illegittimo un contratto a tempo determinato.

Lavoro con contratto a tempo determinato, quali sono i limiti da rispettare

Lavoro a tempo determinato, i limiti previsti per questa tipologia di contratto
Contratto di lavoro a tempo determinato, la legge stabilisce dei limiti da rispettare. Fonte: TikTok

Il contratto a tempo determinato, come spiegato da Bombaci, ha una durata massima stabilita dalla legge pari a 12 mesi. Questo lasso di tempo, però, si può prolungare al verificarsi di determinate condizioni. Il datore di lavoro, infatti, può estendere la durata del rapporto di lavoro fino a 24 mesi (ma non oltre i 36 mesi) in presenza di specifiche esigenze tecniche, organizzative o produttive. Per durate superiori ai 24 mesi, comunque, è necessaria una verifica delle ragioni tecniche da parte delle autorità competenti.

E non è tutto. C'è un altro limite, molto importante, da rispettare. I datori di lavoro, infatti, possono assumere i lavoratori a termine fino a un massimo del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato. presenti all'interno dell'azienda. Il contratto a tempo determinato, infatti, è dettagliatamente disciplinato dalla legge e deve sempre rispettare specifiche condizioni riguardanti durata, causali, intervalli temporali e limiti percentuali.

In caso di mancanza dei requisiti sopraelencati, il lavoratore potrebbe avere diritto ad una stabilizzazione del rapporto di lavoro o ad altre forme di tutela presenti dalla stessa legge. Il mancato rispetto dei limiti previsti, infatti, può rendere possibile un ricorso da parte del lavoratore nei confronti dell'azienda. Si tratta di uno dei tanti diritti che, spesso, i lavoratori non sanno di avere: il supporto di un consulente esperto in materia, in molti casi, può essere molto utile per favorire la loro tutela.

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