Un'azienda ha ottenuto un rimborso di quasi 8.000 euro dopo aver ricevuto (e pagato) delle bollette di gas ed energia elettrica in seguito ad un cambio di tariffa non comunicato adeguatamente.
Una vicenda ormai tristemente nota, quella relativa al cambio di tariffa applicato dalle aziende che gestiscono le forniture di gas ed energia elettrica all'insaputa dei clienti. Tra le più recenti ce n'è una riguardante una società di Mirano, in provincia di Venezia, che si è vista recapitare alcune bollette per la maxi cifra di circa 7.700 euro. In questo caso, però, la vicenda ha un lieto fine.
L'azienda in questione godeva di una promozione ormai in scadenza. Attivata la nuova promozione, i gestori dell'azienda si sono visti più che quadruplicare le tariffe. Per questo motivo, cercando di evitare la stangata, i titolari del contratto si sono rivolti all'associazione Adico, che ha preso in carica la questione e ha avviato una battaglia legale. Innanzitutto mettendosi in contatto con il gestore delle utenze, che però ha affermato di aver trasmesso il messaggio per annunciare il cambio di tariffa.
Bollette, arriva il maxi rimborso per l'azienda in provincia di Venezia: cosa è successo

Non essendoci l'obbligo di effettuare questa comunicazione tramite pec o raccomandata con ricevuta di ritorno, purtroppo, non è semplice provare che l'invio sia effettivamente avvenuto. L'associazione non ha mollato ma ha invece continuato a contestare, anche quando il gestore dell'utenza ha indicato la data di invio della comunicazione, che però spesso i clienti (come numerosi altri clienti) ritengono di non aver mai ricevuto. In questo caso, comunque, l'associazione è riuscita ad ottenere una vittoria perché la comunicazione non è avvenuta nei tempi previsti dalla legge, ovvero 90 giorni più 10 previsti per la lettura della notifica.
L'associazione è riuscita a vincere la battaglia, ottenendo le scuse da parte del fornitore di gas ed energia ma anche il rimborso delle cifre ingiustamente pagate a causa del cambio di tariffa. Il gestore si è infatti scusato per l'accaduto e ha emesso, nei confronti dell'azienda, due note di credito relative a due periodi differenti: la prima da 3.767,23 euro e la seconda da 3.892,28 euro, per un totale di circa 7.700 euro. Carlo Garofolini, presidente dell'Adico, ha espresso soddisfazione per l'esito della vicenda, spiegando anche il percorso fatto per arrivare alla vittoria che si è giocata sui tempi delle comunicazioni. "Vorremmo che tutti gli utenti vittime del clamoroso aumento venissero rimborsate", ha aggiunto Garofolini.
