Nei giorni scorsi è diventata virale la notizia del giovane che ha deciso di abbandonare l'aereo a causa del volo in overbooking. Cosa bisogna fare in casi del genere? I diritti dei passeggeri e come comportarsi.
È diventata immediatamente virale, nei giorni scorsi, la notizia con tanto di video di un giovane che ha accettato di abbandonare l'aereo sul quale si trovava per un volo in partenza, a causa dell'overbooking, accettando dalla compagnia aerea del denaro e un biglietto per un altro volo.
La vicenda si è verificata all'aeroporto Orio al Serio di Bergamo. Un aereo, in partenza per Palma di Maiorca, è risultato in overbooking. È ciò che accade quando vengono venduti più biglietti rispetto ai posti realmente a disposizione. In tale circostanza, la compagnia individua uno o più volontari disposti ad abbandonare l'aereo in cambio di una somma a titolo di indennizzo. Nel caso in questione, un giovane si è offerto come volontario per lasciare l'aereo e rinunciare dunque alla partenza, accettando in cambio dalla compagnia aerea 250 euro e un biglietto gratis da utilizzare successivamente.
Volo in overbooking, la trattativa tra le parti e i diritti dei passeggeri

Quella dell'overbooking è una pratica rara, ma esistono comunque delle probabilità che si verifichi: soprattutto in estate, quando aumenta il numero di persone che volano in aereo. Quando accade, il viaggiatore può godere di determinati diritti. Nelle scorse ore, Massimiliano Dona, avvocato sempre attento alla tutela dei consumatori, ha pubblicato un video su TikTok nel quale ha spiegato proprio come bisogna comportarsi in una circostanza del genere. Secondo il legale, nella realtà le procedure sono un po' più complicate rispetto a quanto è possibile vedere nel video proveniente da Bergamo diventato virale nei giorni scorsi. Le compagnie aeree, come spiega l'avvocato Dona, sono tenute ad accorgersi dell'overbooking a terra, ancor prima dell'imbarco. Secondo le regole comunitarie, la compagnia è tenuta ad individuare un volontario disposto a rinunciare alla partenza. Tra le parti si verifica poi una trattativa.
Nel caso specifico, secondo Dona c'è stata una furbata da parte della compagnia aerea. Il passeggero, infatti, avrebbe potuto chiedere ben più dei 250 euro che gli sono stati dati, che rappresentano il minimo previsto dalla legge. Quando c'è un volontario disposto a rinunciare al volo, infatti, questo può trattare con la compagnia aerea per ottenere una cifra più alta, anche pari a 7-800 euro. Questo perché, in caso di overbooking, il passeggero volontario ha un grosso potere contrattuale: gli aerei in overbooking, infatti, non possono partire. In caso di assenza di volontari, scattano invece gli indennizzi previsti dalla legge, che vanno da 250 a 600 euro in base alla tratta, a cui va aggiunta l'assistenza in loco e un volo alternativo per compiere la tratta originariamente prevista.
