Il nutrizionista Angelo Verde ha svelato, in un video, quello che può essere definito l'inganno del surimi, alimento della cucina giapponese comunemente in vendita nei supermercati o servito nei ristoranti. Cosa bisogna sapere.
Tra le cucine più apprezzate al mondo c'è senza dubbio quella giapponese, ampiamente diffusa anche in Italia. Uno degli alimenti presenti all'interno della cucina giapponese è il surimi, che in realtà nasconde un segreto che in pochi conoscono. Si tratta di un prodotto alimentare ricco di proteine e povero di grassi, utilizzato principalmente preparare dei bastoncini di pesci, ma viene usato anche per produrre polpette, all'interno di insalate e non solo.
Sono tantissime le persone che credono che il surimi, la cui traduzione è pesce tritato, sia prodotto utilizzando della polpa di granchio, ma in realtà non è proprio così. A svelare il modo in cui viene prodotto questo alimento è stato, in un video pubblicato di recente su TikTok, il nutrizionista Angelo Verde. Nel surimi, come spiegato dall'esperto, il granchio non c'è: questo alimento viene infatti prodotto partendo da quelle che sembrano mattonelle, che in realtà sono fatte di scarti di pesce, ma i produttori non sono obbligati dalla legge a specificare il tipo di pesce né la provenienza.
Supermercati, come viene prodotto realmente il surimi

Il sapore, come svelato dal nutrizionista Verde, è in realtà dato da alcuni additivi chimici, dall'aggiunta nel preparato di sale, albume d'uovo, zucchero e grassi vegetali. Al tutto si aggiunge dell'acqua ghiacciata, per fare il modo che il composto abbia una consistenza simile a quella del dentifricio. Il composto viene infine compattato in lunghi bastoncini. Questi vengono a loro volta avvolti in una pellicola di colore arancione che serve a dare l'illusione di star mangiando del granchio.
In realtà, però, non è così. Quello del surimi, insomma, è un vero e proprio inganno. Ciò che vediamo comunemente in vendita sugli scaffali dei supermercati o che ci viene servito nei ristoranti, altro non è che scarto di pesce. Anche se economico e versatile nei suoi utilizzi, sul surimi bisogna dunque fare attenzione. Prevede infatti una trasformazione industriale importante, la presenza di additivi quali aromi, coloranti e conservanti. Più o meno ciò che accade, ad esempio, con i wurstel, di cui abbiamo scritto in un articolo pubblicato di recente sul nostro sito web. Insomma, non si tratta di un prodotto propriamente naturale. Allo stesso modo, anche i suoi valori nutrizionali sono inferiore rispetto a quelli del pesce fresco.
