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Un risparmiatore è riuscito ad ottenere un rimborso sui buoni fruttiferi postali di oltre 5.000 euro dopo un ricorso presentato presso Poste Italiane. La vicenda portata alla luce da un avvocato.
Ancora oggi, nel 2024, i buoni fruttiferi postali risultano tra gli strumenti di risparmio più apprezzati dagli italiani. I motivi sono molteplici, ma a renderli popolari è soprattutto il fatto che si tratti di un investimento sicuro, garantito e semplice da sottoscrivere. La sottoscrizione dei buoni fruttiferi postali ha innumerevoli pro, ma anche qualche contro.
Tra i vantaggi troviamo senza dubbio la sicurezza della garanzia da parte dello Stato italiano, che assicura il ritorno del capitale investito anche in caso di insolvenza da parte di Poste Italiane. Il rendimento di questi strumenti è generalmente determinato prima della sottoscrizione (in base alla tipologia scelta dal risparmiatore) e permette di ottenere dunque un ritorno in interessi, sui quali viene applicata una tassazione agevolata al 12,5% invece che al 26%. I contro, ovviamente, non mancano, anche se sono limitati.
Uno di questi è il fatto che il rendimento dei buoni fruttiferi postali è generalmente basso generalmente garantisce per lo più la perdita di valore del denaro causata dall'inflazione. La loro durata è limitata, avendo un massimo di 20 anni, e dunque poco si prestano a chi è intenzionato ad effettuare investimenti a lungo termine. Tra le cose da sapere prima di effettuare la sottoscrizione, c'è anche il fatto che i buoni fruttiferi postali finiscono in prescrizione 10 anni dopo la data di scadenza.
Buoni fruttiferi postali, attenzione alla prescrizione

Spesso, poiché utilizzati per lo più come strumento di risparmio, accade di dimenticare di essere in possesso di titoli scaduti. In questo modo si finisce per non riuscire a riscuotere la somma dovuta a causa dell'arrivo della prescrizione. Trascorsi i 10 anni dalla data di scadenza, infatti, non è più possibile ottenere la riscossione del denaro. In alcuni casi, in realtà, si riesce comunque ad ottenere quanto spettante. Di recente, infatti, stanno emergendo numerose notizie in merito. Questo accade perché, servendosi del supporto di consulenti esperti in materia, i risparmiatori scoprono di non essere stati informati adeguatamente a proposito dei buoni fruttiferi postali al momento della sottoscrizione. Poste Italiane, infatti, al momento della sottoscrizione è tenuta a fornire al risparmiatore l'apposito documento informativo. Se si riesce a dimostrare che ciò non è avvenuto, è possibile ottenere il rimborso delle somme spettanti nonostante la prescrizione.
Il rimborso ottenuto dal risparmiatore
È quando sta accadendo, negli ultimi anni, a tanti risparmiatori. Un episodio del genere è stato portato alla luce, di recente, dall'avvocato Virginio Bianco. In un post pubblicato nei giorni scorsi su Facebook, il legale ha raccontato di essere riuscito ad ottenere il rimborso di un buono fruttifero postale (Serie Q Anno 1993) per un importo di 5.200 euro. Nel post in questione, il legale non specifica la motivazione del rimborso ma racconta che l'Autorità Giudiziaria ha disposto il pagamento in favore di un risparmiatore di ulteriori somme, rispetto a quanto già pagato in sede di riscossione del titolo, oltre che interessi e spese legali, pari a 5.200 euro.
Questo provvedimento, spiega il legale, fa seguito a numerosi procedimenti favorevoli ai risparmiatori. È per questo motivo che, se si crede di non essere riusciti a far valere tutti i propri diritti nei confronti di Poste Italiane o se si è in possesso di un titolo finito in prescrizione, con il supporto di un esperto in materia potrebbe ancora essere possibile riuscire a recuperare il denaro.
