Truffa della Postepay, rimborso per un consumatore: "Così mi hanno restituito 5mila euro"

Un consumatore è diventato vittima della cosiddetta truffa della Postepay che gli è costata quasi 5mila euro. Tramite un link contenuto in un messaggio, un malintenzionato è entrato in possesso dei suoi dati sensibili e ha potuto utilizzare conto corrente e carta prepagata. Dopo un ricorso, l'ABF ha però condannato Poste Italiane a rimborsare l'importo al consumatore. 

I tentativi di truffa sono, purtroppo, costantemente all'ordine del giorno. In alcuni casi, anche le persone più informate su potenziali rischi e pericoli finiscono nella trappola dei malfattori. Per questo motivo è sempre importante tenere alta la guardia sul tema.

Anche se raramente, di tanto in tanto le vicende riguardanti le truffe si concludono con un lieto fine. È il caso di un consumatore, vittima di un raggiro da quasi 5mila euro, che è riuscito a ottenere la restituzione della somma sottrattagli da un malintenzionato. La vicenda è stata portata alla luce dall'associazione Acu, che ha seguito il caso del consumatore ed è riuscita a fargli ottenere un rimborso dopo aver presentato un ricorso, contro Poste Italiane, presso l'ABF di Milano.

Truffa della Postepay, il ricorso all'ABF che ha permesso la restituzione dell'importo

Truffa della Postepay, consumatore rimborsato per 5mila euro
Truffa della Postepay, arriva il rimborso per un consumatore: come ha fatto

La truffa in questione è stata messa in atto con un metodo purtroppo noto ma, in qualche caso, ancora efficace. Cliccando in un link contenuto in un messaggio apparentemente proveniente da Poste Italiane, infatti, il consumatore in questione è caduto nella trappola dei malfattori che in questo modo sono entrati in possesso dei suoi dati sensibili. Da quel momento, i truffatori hanno eseguito una serie di operazioni utilizzando i dati della carta Postepay posseduta dalla vittima e il suo conto corrente, per un totale di 4.684 euro. Secondo l'associazione, per mettere in atto la truffa il malfattore ha sfruttato anche la mancanza di una piena protezione che Poste Italiane e di norma tenuta ad offrire. Proprio per questo motivo il ricorso si è reso possibile ed è stato vinto.

Per tutelare la vittima, l'associazione Acu si è rivolta all'ABF. Quest'ultimo ha disposto a Poste Italiane di restituire la somma al Consumatore. Il ricorso è stato vinto proprio appellandosi alle norme in materia. Sono state infatti individuate delle non conformità nel sistema di autenticazione e di protezione adottato da Poste Italiane. L'avvocato Sergio Tomaino, che ha seguito il caso, ha espresso soddisfazione per il risultato ottenuto. Il legale ha inoltre consigliato ai tanti malcapitati di rivolgersi alle associazioni di settore per utilizzare lo strumento dell'Arbitro Bancario Finanziario. In questo modo è possibile far valere i propri diritti e ottenere la restituzione delle somme indebitamente sottratte, come successo al consumatore in questione.

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